Il termine svezzamento indica l’abbandono definitivo del latte materno o artificiale.

A partire dai 6-8 mesi, infatti, il latte non è più sufficiente per garantire l’apporto di vitamine e sali minerali di cui ha bisogno il bambino. Per questo si iniziano a introdurre gradualmente altri alimenti.
È quindi più corretto parlare di alimentazione complementare perché il bambino, che prima si nutriva esclusivamente con il latte, inizia a includere anche altri alimenti, definiti appunto “complementari”.

Si tratta di un passaggio fisiologico e graduale.

Fisiologico perché è naturale che, per un accrescimento regolare, il bambino abbia bisogno di aggiungere altri elementi all’alimentazione. Graduale perché non accadrà necessariamente che il giorno in cui il vostro bambino compirà 6 mesi sarà pronto ad introdurre dei cibi solidi.

È invece un passaggio che avviene in maniera graduale e soprattutto individuale.

Il timing corretto per l’introduzione dei primi cibi solidi, infatti, dipende da numerose variabili come le esigenze nutrizionali, lo sviluppo neurofisiologico e anatomo-funzionale e il contesto socio culturale.

Ci sono però alcuni segnali che ci premettono di capire quando il bambino è pronto.

Riuscirà a stare seduto da solo, con il collo dritto sul seggiolone; scomparirà il riflesso di estrusione della lingua e il bambino avrà una buona coordinazione occhi-mano-bocca.

Un altro segnale importante è il manifestarsi del suo interesse per il cibo.

Come abbiamo già detto, si tratta di un percorso e ci vuole quindi tanta pazienza!

Il vostro bambino si troverà ad affrontare tanti cambiamenti: dai nuovi sapori alla modalità di assunzione fino alle nuove consistenze.

Come in tutte le situazioni che implicano un cambiamento, non è scontato che l’accettazione sia immediata. Il bambino si dovrà abituare e bisogna provare e riprovare, senza demordere davanti al primo no!

Tenete presente che in genere l’accettazione di un nuovo sapore/ alimento avviene dopo 10-12 proposte.

Un consiglio importante: non aggiungete sale nei primi 12 mesi e, se possibile, non aggiungete neanche zucchero (ad. esempio se proponiamo una macedonia o altro) per rendere il piatto più palatabile.

Un’ altro aspetto da tenere in considerazione è l’apporto proteico che deve essere adeguato al fabbisogno del vostro bambino in quella specifica fase di crescita, ma non deve essere eccessivo.

Lo svezzamento è soprattutto un momento di sperimentazione e scoperta per il bambino oltre che di cambiamento per tutta la famiglia, quindi: tempo, pazienza e fantasia sono gli ingredienti di base in questa ricetta!

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